|
15 Luglio 2004: Medaglia d’oro al Dipartimento della Protezione Civile
Una medaglia d’oro, al merito civile, alla bandiera del Dipartimento
della Protezione Civile è stata concessa e consegnata dal Presidente
della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, alla presenza del Presidente
della Camera, del Presidente del Consiglio, di vari ministri e molte
Autorità, nel cortile d’onore del palazzo del Quirinale. Un riconoscimento importante, anche se riferito all’attività svolta nel 2002, che vede riconosciuta l’opera diuturna di un servizio relativamente giovane del nostro paese. Ho avuto la fortuna di essere fra i partecipanti a questa cerimonia, che ha visto, per la prima volta nella storia della Repubblica, rappresentanti delle Associazioni di Volontariato e forze dell’ordine disposte in un unico schieramento nel cortile del Quirinale. È stato da molti punti di vista un evento: - La giovane storia del Dipartimento; - Il dimostrare, che la protezione civile italiana è una realtà composita e mista; - Il riconoscimento all’opera del volontariato, che opera in questo settore con spirito d’umana solidarietà, da sempre a contatto e in collaborazione con gli Enti Istituzionali. Cose riconosciute dalla presentazione fatta dal Premier e sottolineate dall’intervento del Capo dello Stato. Realtà tutta italiana presa in esame in più occasioni da varie nazioni, in circostanze e tempi diversi: di cittadini impegnati in una realtà (volontariato) che si preoccupano, nell’emergenza e nel bisogno, di impegnarsi in attività di competenza dello stato. Sono stati ricordati “gli angeli del fango”, dell’alluvione di Firenze, come avvio storico di un sistema cambiato. Mi è venuto spontaneo il ripensare all’impegno delle nostre Misericordie, quando il solo seppellire i morti delle epidemie era quello che oggi si definisce una attività di protezione civile, e questo alcuni secoli prima della nascita dello stato democratico. Il riconoscimento fatto al Dipartimento mi piace pensarlo anche come riconoscimento alla storia del nostro Movimento e d’altre Associazioni nate nei tempi successivi. Le Misericordie presenti con sei rappresentati, su un totale di cento persone (uno per ogni provincia italiana e uno per ogni associazione nazionale), hanno dimostrato quanto il lavoro e la formazione, finora svolto, hanno prodotto. Paolo Diani
|